Mi sento un privilegiato

Questa mattina mi alzo al suono della sveglia come ogni giorno, sono le cinque e trenta. Sento fischiare forte il vento, qui c’è la bora, mi ha strappato un angolo del telo del gazebo in giardino, poco male, cuce Rossana. Anche lei si alza con me, stessi orari, stesso lavoro, stessi sacrifici. Si rientrerà a casa solamente stasera, prima delle nove. Per avere uno stipendio “normale” abbiamo dato la disponibilità a fare le dodici ore, non c’è alternativa. Montiamo in macchina e facciamo la costiera che ci porta a Trieste.

La strada è bellissima e a queste ore non c’è nessuno. Poi oggi, vigilia di ferragosto con il cielo color antracite ed il vento forte, non si vedono neanche quei pochi, soprattutto anziani, che arrivano presto sulle rive adiacenti il Castello di Miramare per essere sicuri di prendere sempre lo stesso posto, quello un po al sole e un po all’ombra, che anche giocare a carte è bello in un giorno d’estate.

La prima cosa che vediamo, una volta arrivati in città, è la Stazione Ferroviaria. Chi ci ha passato la notte dormendo sul pavimento in marmo, non per la scelta di un giorno ma per la condanna di una vita disgraziata, si guarda davanti con gli occhi ancora socchiusi e sporchi, come se aspettasse sì di svegliarsi, ma con la prospettiva di un’altra vita davanti, una vita con gli occhi puliti. A seguire si apre davanti a noi Piazza Unità che oggi è più bella che mai e ci riserva un piccolo regalo. Ormeggiato sul mare davanti c’è il quinto Yacht del mondo, proprietà di uno sceicco degli Emirati Arabi, del valore di cinquecentocinquanta milioni di euro, millecento miliardi di vecchie lire. A cento metri di distanza la povertà assoluta e la ricchezza illimitata convivono, si fa per dire.

Poi arriviamo sul posto di lavoro. Accendo il computer e vedo l’accredito della busta paga e dell’intero rimborso irpef. E penso ai colleghi che in questi mesi si sono trovati senza lavoro. Come faranno adesso? Chi li aiuterà? E mi sento un privilegiato pur non essendolo. Domani è Ferragosto, per gli altri. Io e Rossana lavoreremo. Sveglia alle cinque e trenta e rientro alle venti e trenta. E ringraziare Dio di avere quello che abbiamo. 

Buona Vigilanza a tutti!

 Andrea Caragnano
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One comment on “Mi sento un privilegiato

  1. Caro Andrea, credo Tu abbia ragione, ma non del tutto…….quanta gente cerca lavoro, ancora oggi, vicino a casa..di giorno..sabato sera libero..ecc ??? 50.000 giovani Italiani hanno trovato lavoro in Germania nel 2012…in Giappone c’è lavoro…ma, forse se chiedi di essere libero il sabato sera……non ti disturbano neanche il resto della settimana………per le G.P.G. che hanno perso il lavoro sono con te e con loro…..

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